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Quanti tipi di ETS ci sono?

20 maggio 2019 | Chiara Fiocchi

Se è abbastanza chiaro che molte delle attuali associazioni dovranno trasformarsi in ETS (Enti del Terzo Settore),quello che molti ancora non sanno è che anche all’interno della categoria “Enti del Terzo Settore” sono presenti delle sottocategorie.

L’art.4 del Codice del Terzo Settore cita

“Sono enti del Terzo settore le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, gli enti filantropici, le imprese sociali, incluse le cooperative sociali, le reti associative, le società di mutuo soccorso, le associazioni, riconosciute o non riconosciute, le fondazioni e gli altri enti di carattere privato diversi dalle società costituiti per il perseguimento, senza scopo di lucro, di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale mediante lo svolgimento, in via esclusiva o principale, di una o più attività di interesse generale in forma di azione volontaria o di erogazione gratuita di denaro, beni o servizi, o di mutualità o di produzione o scambio di beni o servizi, ed iscritti nel registro unico nazionale del Terzo settore.”

Quindi le attuali OdV o APS che decidono di diventare ETS molto probabilmente rientreranno nella categoria simile a quella attuale.

Attenzione però: questo non è assolutamente né automatico né obbligatorio. Per ogni associazioni che sta valutando la trasformazione in ETS è infatti necessario fare una analisi preliminare per capire 

  1. Se ha senso o meno diventare ETS, o piuttosto scegliere un altra natura giuridica e non iscriversi al Registro Unico
  2. Se si decide per la forma di ETS, quali sottocategoria sia la più adatta e la più conveniente

Discorso a parte va fatto per le attuali ONLUS. 

Facciamo prima un paio di premesse doverose per non fare confusione.

1. Moltissime associazioni oggi pensano di essere ONLUS semplicemente perché sono associazioni no profit. Ripetiamolo ancora na volta: ONLUS non è sinonimo di No Profit”

2. Moltissime associazioni oggi pensano di essere ONLUS perché hanno inserito Onlus nel nome. NON è COSì. Una Onlus è tale solo se iscritta al registro delle ONLUS.

La qualifica di ONLUS non dipende dalla natura giuridica dell’ente, ma è una qualifica fiscale che prevede particolari vantaggi alle associazioni o altri enti che svolgono attività ritenute di particolare utilità sociale.

Lo status di ONLUS di fatto viene abolito dalla Riforma. Le ONLUS quindi si troveranno nel doppio limbo: scegliere o meno se diventare ETS, e poi scegliere quale tipo di ETS diventare.

É possibile infatti che una associazione ONLUS possa diventare un ETS generico, un ETS di promozione sociale, un ETS di volontariato, oppure una Fondazione.

Come fare a decidere? 

Dipende in larga dal tipo di attività che l’associazione fa, chi sono i beneficiari di questa attività, quali sono le finalità e le fonti di entrata principali dell’associazione.

Per questo se la tua associazione è una ONLUS, è fondamentale affrontare CON URGENZA il tema della trasformazione in Ente del Terzo Settore.

Cosa vuol dire?

Vuol dire informarsi rispetto alle novità, ma soprattutto muoversi per tempo per modificare lo statuto entro il 2 agosto prossimo.

Ma aggiungo una cosa in più: significa anche mettere in conto e trovare delle risorse da destinare a questo passaggio.

Non si può pensare di gestire questo passaggio da soli, né tantomeno di farlo con poche decine di euro.

Per quella cifra forse puoi recuperare un fac simile generico di statuto per ETS, ma ti troverai comunque da solo e senza strumenti per capire quale tipo di ETS diventare e quale sia la scelta più vantaggiosa (scelta che può anche farvi risparmiare nel tempo moltissimi soldi come associazione).

So che è una scelta che pesa: proprio l’altro giorno parlavo con la presidentessa di una ONLUS che raccoglie fondi per bambini con una particolare malattia genetica.

Chiaro che ogni euro non destinato ai progetti e utilizzato per pagare altro sembra un insulto.

Il punto però è che se non ti preoccupi oggi di questa faccenda non ci saranno più progetti di cui occuparti, perché c’è il rischio molto alto che la tua associazione non saprà sopravvivere a questa valanga che si chiama Riforma del Terzo Settore.

Non si può pensare di fare questa operazione a costo zero, né si può fare copia incollando uno statuto pre – impostato

O meglio, si può come si può giocare sperando di vincere un terno al Lotto.

Quindi quello che divi fare è, nell’ordine:

Capire che tipo di associazione diventare. 

Come ti dicevo a seconda delle attività, delle entrate dell’associazione e dell’organizzazione interna dovrai scegliere se diventare  Ente del Terzo Settore o no, e poi quale tipo di ETS. Questo lo si può fare solo facendo una analisi fiscale e del Rendiconto economico, valutando la situazione presente e  come vuoi fare crescere in futuro la tua associazione.

Decidere cosa conviene diventare e trovare il modo per trasformare la tua associazione in quello che hai deciso

Una volta fatto questo, per diventare effettivamente ETS ci sono poi una serie di passaggi formali:

  1. Redigere un nuovo statuto che seguirà la normativa del terzo settore
  2. Farlo approvare in assemblea soci
  3. Registrarlo presso all’Agenzia delle Entrate (e contestualmente aggiornare i certificati di attribuzione di codice fiscale e partita iva)
  4. Presentare il nuovo statuto presso il Registro Unico del Terzo Settore per ottenere il certificato che attesti che sei un ente del terzo settore

Quest’ultimo punto è chiaramente quello più importante e anche quello più delicato.

Il più importante perché il processo di fatto non è concluso fino a quando non hai in mano il certificato di iscrizione al Registro Unico.

Il più delicato perché la momento non è ancora definita in maniera chiara quale sia la procedura per l’iscrizione al Registro. 

Se ti affidi a noi  per diventare ETS ecco quello che faremo per te è:

  • analisi personalizzata per capire cosa è più conveniente fare per voi,  
  • predisposizione di un nuovo statuto secondo quanto abbiamo deciso e con la garanzia (dato il caos normativo) che se lo statuto non dovesse andare bene al primo colpo lo rifaremo fino alla fine del processo  
  • consegna dello statuto per l’approvazione in assemblea  
  • a quel punto ci occupiamo noi di andare fisicamente a farlo registrare in Agenzia delle Entrate 
  • dopodichè vi seguiamo in tutto il processo di iscrizione al Registro Unico Nazionale  che deciderà se va bene oppure no

Se lo statuto andrà bene, tu avrai in mano il certificato di iscrizione al Registro. Se per qualunque motivo lo statuto fosse rigettato, ci impegniamo a sistemare ciò che va corretto accollandoci noi i costi aggiuntivi.

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