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Associazioni Sportive e Riforma del Terzo Settore

16 Maggio 2019 | Chiara Fiocchi

Se sei il presidente di una Associazione Sportiva Dilettantistica probabilmente non ti stai preoccupando troppo delle Riforma. Questo perché molti, compresi noi, abbiamo sempre detto che le associazioni sportive dilettantistiche (insieme agli enti religiosi) sono le associazioni meno coinvolte dalla Riforma.

Questo rimane vero, ma… c’è un MA!

Moltissime associazioni sportive dilettantistiche, spesso senza neanche saperlo, fanno attività in una sede operativa che NON HA la destinazione urbanistica adeguata.

Hanno potuto farlo in passato in virtù di una legge (la Legge 383 del 2000) che permette alla Associazioni di Promozione Sociale di utilizzare come sede operativa uno spazio anche se questo ha una destinazione urbanistica non adeguata rispetto  all’attività che viene svolta all’interno.

Si tratta quindi di un vantaggio che era destinato alle associazioni di promozione sociale, ma di cui hanno goduto anche moltissime associazioni sportive.

Come mai?

In primo luogo perché molte associazioni sportive sono anche associazioni di promozione sociale, quindi fino ad oggi hanno potuto usufruire dei benefici previsti per entrambi i modelli associativi.

Il secondo caso, che è quello più diffuso, riguarda quelle Associazioni Sportive Dilettantistiche che si sono affiliate a un Ente di Promozione Sportiva, che di fatto è un APS nazionale, e grazie a tale affiliazione hanno potuto avere questa deroga sulla destinazione urbanistica dell’immobile destinato a sede operativa.

Cosa succede con la Riforma?

Succede che la Legge che permetteva la deroga alla destinazione urbanistica (la Legge 383 del 2000) è stata abrogata dal Codice del Terzo Settore.

Quindi, stando a una interpretazioni letterale del Codice del Terzo Settore, la possibilità di utilizzare come sede operativa uno spazio senza che questo abbia una adeguata destinazione urbanistica rimane SOLO per i futuri Enti del Terzo Settore.

Cosa significa nel concreto?

Significa che si ti  trovi in questa situazione, non potrai  più utilizzare lo spazio che oggi stai usando per le attività della tua associazione.

Significa che il Comune in cui operi potrebbe emettere una ordinanza di chiusura e sospendere la tua attività dall’oggi al domani.

Quindi quali possibilità hai?

La prima, e la più sicura, è quella di trasformare la tua associazione in un Ente del Terzo Settore.

Questo significa cambiare completamente le regole che governano la tua associazione, ma anche garantirti di avere questo importante vantaggio sulla sede.

La seconda possibilità è capire se il tuo Ente di Promozione si sta trasformando in un ETS. Se così fosse è possibile, ma non sicuro, che la tua associazione possa godere della deroga come in passato.

Devo dirti però che, in tutta onestà, dalla interpretazione letterale delle nuove norme questa applicazione “estensiva” non sembra comunque possibile.

Diciamo che in questo secondo caso la possibilità di operare in deroga dipenderà molto dall’interpretazione che verrà data da parte del comune in cui operi (come tra l’altro già avviene oggi).

Quindi se ti trovi  in questa situazione  il mio consiglio è innanzitutto di capire cosa comporta diventare Ente del Terzo Settore, capire quali sono gli obblighi ma anche quali sono i vantaggi e valutare attentamente l’ipotesi di diventare un Ente del Terzo Settore.

Per iniziare a capirci qualcosa di più ti consiglio innanzitutto di leggere il nostro Libro “La Riforma del Terzo settore fa schifo” in cui troverai elencati e spiegati uno ad uno i vantaggi e gli svantaggi previsti per i nuovi Enti del Terzo Settore.

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