« Torna agli articoli

Cosa sono le attività “DIVERSE” per un ETS?

16 maggio 2019 | Chiara Fiocchi

Uno dei decreti fondamentali per capire come dovranno gestirsi i prossimi Enti del Terzo Settore (ETS) è il decreto che individua i criteri e i limiti che gli ETS dovranno seguire nell’esercizio delle “attività diverse da quelle di interesse generale”.

Premesso che questo decreto non è ancora stato approvato al momento in cui scriviamo, è importante sapere cosa è previsto al momento.

Innanzitutto cerchiamo di capire cosa sono queste “Attività diverse da quelle di interesse generale”.

Innanzitutto la Riforma prevede che  un ETS per essere tale debba occuparsi di almeno una attività di interesse generale, ovvero una delle 26 attività “nobili” inserite nell’elenco dell’articolo 5 del Codice (trovate questo elenco anche all’interno del nostro libro “La Riforma del Terzo Settore fa schifo”).

Il codice del Terzo Settore indica poi la possibilità per un ETS di svolgere anche attività diverse rispetto a quelle dell’elenco, ma a delle condizioni.

La prima condizione è che lo statuto lo preveda.

Quindi, prima di tutto, quello che è importante da capire è che il nuovo statuto da ETS dovrà contenere in modo chiaro sia quali saranno le attività di interesse generale di cui l’ente si occuperà, sia quali siano le attività diverse. Questa indicazione dovrà essere chiara e non generica. 

Per intenderci, non vale mettere dentro di tutto in modo tale che così poi puoi fare ciò che vuoi.

Già questo è un elemento importante da capire. L80% degli statuti che leggiamo ogni giorno hanno indicati fra gli scopi e le attività talmente tante cose (dalla cultura, alla difesa degli animali, alla socialità e aggregazione) che spesso non si capisce cosa fanno.

Ecco, lo statuto per ETS deve essere invece molto chiaro sulle attività che l’ente andrà a fare, ma soprattutto ciò che poi verrà scritto nello statuto diventerà vincolante rispetto a ciò che l’associazione potrà effettivamente fare in futuro.

Per questo motivo è importante farsi seguire nella definizione del nuovo statuto, proprio per individuare in un modo sufficientemente dettagliato quali attività l’associazione andrà a fare e come scriverlo nello statuto.

Per questo motivo non può esserci un fac simile che va bene per tutti. Ogni associazione dovrà fare un’analisi delle proprie attività e seguire un percorso personalizzato.

Il rischio che si corre è quello di avere uno statuto che potrebbe anche andar bene sul piano formale, ma che poi blocca molte delle attività che oggi l’associazione fa o che potrebbe fare.

Per questo, soprattutto le associazioni grandi (diciamo sopra i 30 mila euro di entrate all’anno) e che svolgono attività variegate e complesse, è bene che si facciano seguire in un percorso individuale e specifico per l’adozione dello statuto di Ente del Terzo Settore.

>>>CLICCA QUI SE VUOI AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI SULLA TRASFORMAZIONE IN ENTE DEL TERZO SETTORE

Il secondo criterio per definire le attività diverse è che siano “secondarie e strumentali” rispetto alle attività di interesse generale.

Cosa si intendesse per secondarie e strumentali non era definito all’interno del Codice di Terzo Settore, e si aspettava con ansia l’approvazione di  un decreto su questo che rendesse  le cose più chiare.

Al momento queste sono le indicazioni che abbiamo.

Cosa significa attività STRUMENTALE?

L’attività deve essere STRUMENTALE: questo significa che si possono svolgere attività diverse da quelle di interesse generale (le famose 26 incluse nell’elenco), solo a condizione che questo attività diverse vengano svolte “per la realizzazione,  in via esclusiva, delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale perseguita.”

Questo significa che non è più rilevante il tipo di attività svolta (come spesso accade oggi) ma solo la funzione e l’obiettivo con cui questa attività viene fatta.

Cosa significa attività SECONDARIA?

Affinché le attività diverse siano definite secondarie devono soddisfare almeno una di queste due condizioni:  

•  Non devono superare il 30 % delle entrate complessive dell’ENTE

  • Non devono superare il 66% dei costi complessivi (incluso anche il costo “figurativo” legato all’impiego di volontari). 

Ora, non è sicuramente questa la sede per entrare nel dettaglio di come verranno conteggiati i costi o le entrate complessive, quello che però è importante capire è che in questa fase sono cruciali 3 cose: 

1. La definizione chiara nello statuto di quali sono le attività di interesse generale perseguite dell’ente 

2. La definizione altrettanto chiara di quali siano le attività diverse da quelle di interesse generale (che però ricordiamo devono essere strumentali e secondarie)

3. La capacità di riuscire a quantificare il peso economico di queste tipologie di attività sul bilancio dell’associazione in modo da rivedere, se fosse necessario, l’organizzazione interna delle proprie attività o valutare opzioni alternative. 

Fare un’analisi in questo senso non è banale perchè si tratta di vedere tutti i dati dell’associazione, quelli contabili, relativi alle attività presenti e future (se hai intenzione di crescere) e cercare di capire come adattarle alla nuova normativa. 

Questa è la parte difficoltosa. Dopodiché fare lo statuto e quello che gli va dietro è un problema, ma meno importante.

Per questo non ha senso chiederci o cercare in giro un fac simile, così come non ha senso pagare qualcuno per averlo. Semplicemente NON FUNZIONA così.

Il rischio è che corri è, in prima battuta, che lo statuto venga rigettato e tu non possa iscriverti al nuovo Registro.

Ma rischio altrettanto grave è che la tassazione sulle tua attività (quindi i costi che dovrai sostenere) e addirIttura la possibilità che la tua associazione sia considerata un vero ETS in futuro dipende direttamente da come e cosa scriverai nello statuto.

Per questo davvero sconsiglio alle associazioni (soprattutto quelle grandi) che vogliono o devono trasformarsi in ETS di non sottovalutare questo passaggio e di non farsi bastare un fac simile pre compilato.

Serve farsi accompagnare in ogni fase del percorso per non trovarsi solo e senza strumenti ad affrontare i veri problemi che avrai, che sono: 

1. Decidere in quale tipologia di associazione trasformare la tua

2. Capire l’impatto economico e organizzativo di questa scelta sulla tua associazione

3. Arrivare a chiudere tutta la procedura per avere l’iscrizione all registro. Per questo diamo ai nostri clienti una GARANZIA. Questa garanzia nessuno la da.

Per questo se ti affidi a noi quello che faremo per te è:  

  • analisi personalizzata per capire cosa è più conveniente fare per voi, 
  • rifare lo statuto secondo quanto abbiamo deciso e darvi la garanzia (dato il caos normativo) che se lo statuto non dovesse andare bene al primo colpo lo rifaremo fino alla fine del processo 
  • darvi lo statuto per l’approvazione in assemblea 
  • a quel punto ci occupiamo noi di andare fisicamente a farlo registrare in AdE
  • dopodichè vi seguiamo in tutto il processo di iscrizione al Registro Unico Nazione  che deciderà se va bene oppure no Se lo statuto andrà bene, ti avrai in mano il certificato di iscrizione al Registro. 

Se per qualunque motivo lo statuto fosse rigettato, ci impegniamo a sistemare ciò che va corretto accollandoci noi i costi aggiuntivi.

Dando a te la certezza di quello che spendi.

Per questo motivo, se ancora non ti sei attivato per modificare il tuo statuto, non c’è tempo da perdere, dal momento che devi essere pronto con un nuovo statuto entro il 2 agosto!

>>>CLICCA QUI PER AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI SUL NOSTRO SERVIZIO DI COSTITUZIONE DI ENTE DEL TERZO SETTORE

+Copia link