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Quali associazioni sono coinvolte dalla Riforma del Terzo Settore?

16 maggio 2019 | Chiara Fiocchi

La Riforma del Terzo Settore, come saprai, è stata approvata.

Mancano ancora molti dei decreti attuativi necessari per renderla pienamente operativa, ma già oggi siamo in grado di capire quali novità verranno introdotte.

C’è una domanda che sta frullando nella testa di tutti i bravi presidenti di associazione, quindi probabilmente anche nella tua: ma questa riforma riguarda anche me?

La risposta è Sì! 

La Riforma infatti riguarda TUTTE le Associazioni. Alcune direttamente e immediatamente. Altre invece dovranno valutare in poco tempo se evitarla come la peste per le gravi limitazioni che impone, oppure se cercare di coglierne alcune opportunità.

Cosa devi fare ORA?

Devi pre-occuparti della Riforma. Certamente non devi farti venire una crisi d’ansia ma devi incominciare subito a studiare la tua situazione, capire cosa ti aspetta e prendere delle decisioni strategiche. Aspettare l’ultimo minuto per decidere potrebbe essere estremamente pericoloso e minare la sopravvivenza stessa della tua Associazione.

2 AGOSTO 2019: LA PRIMA SCADENZA

Entro il 2 agosto le attuali Associazioni di Promozione Sociale, Onlus e Organizzazioni di Volontariato dovranno adeguare i loro Statuti per potersi iscrivere al Registro Unico Nazionale degli Enti del Terzo Settore.

Questa scadenza ha fatto saltare sulla sedia moltissimi presidenti di associazione.

Vediamo quindi di rispondere alla domanda che tutti si stanno facendo in questo momento…“ma la Riforma del Terzo Settore riguarda anche la mia associazione?”

Cerchiamo di fare chiarezza e spiegare nel dettaglio quali associazioni sono coinvolte e perché:

– Onlus, Associazioni di promozione Sociale (APS), Organizzazioni di Volontariato (OdV): 

Sono coinvolte direttamente e da subito. 

In pratica i diversi registri pubblici (nazionali, regionali, provinciali…) di queste tipologie di Associazioni No Profit verranno inglobati in un unico Registro Nazionale degli Enti del Terzo Settore. Da quel momento perderanno i loro vecchi acronimi (Onlus, Aps, OdV) e diverranno solo ETS (Enti del Terzo Settore). 

La scadenza del 2 agosto riguarda proprio queste associazioni, che dovranno modificare la loro natura giuridica entro quella scadenza per essere iscritte di diritto al Registro Unico del Terzo Settore. 

ATTENZIONE: in molti sostengono che questa modifica di natura giuridica sia un passaggio solo formale. Cambi lo Statuto e il gioco è fatto. NON CREDETECI! Diventare Ente del Terzo Settore comporta nuovi obblighi e adempimenti in più, a fronte di alcuni vantaggi sostanzialmente in continuità con il passato.

Cambieranno le regole fiscali, responsabilità dei dirigenti, ruolo dei collaboratori retribuiti.

La domanda da porsi quindi è: “Ma ne verrà la pena?” Sicuramente i dirigenti di Onlus, Aps e OdV dovranno valutare attentamente se la propria realtà è bene che diventi un ETS oppure no.

– Associazioni Sportive Dilettantistiche (ASD): 

Grazie a una azione fortissima di pressione politica le Associazioni Sportive Dilettantistiche (insieme agli Enti religiosi) sono di fatto escluse dall’ambito di applicazione della Riforma del Terzo Settore (ed infatti il Registro delle ASD del CONI rimane autonomo rispetto a quello degli ETS).

In realtà però molte ASD sono comunque indirettamente coinvolte,  perché  affiliate ad EPS (Enti di Promozione Sportiva) i quali, a loro volta, sono APS nazionali… e qui si apre un mondo. 

Molte ASD infatti sfruttano i vantaggi delle APS che a breve potrebbero essere loro negati: deroga alla destinazione urbanistica della sede operativa, possibilità di considerare istituzionali le attività svolte anche a favore dei familiari conviventi dei tesserati, etc etc. 

Anche per i dirigenti di ASD quindi vale la stessa pre-occupazione: è bene che valutino subito se conviene o meno aderire alla Riforma (e quindi diventare anche un ETS) o starne lontani. La risposta non è così scontata come in molti vogliono far credere e, soprattutto, non è detto che sia la stessa per tutte le ASD. Anzi, è probabile che più la ASD sia importante e più sarà interessante diventare anche un ETS.

– Associazioni No profit generiche (culturali, teatrali, musicali, ambientali): 

Cioè tutte quelle Associazioni con Statuto registrato presso l’Agenzia delle Entrate e con Codice Fiscale ma che non sono mai entrate in un Registro Pubblico. 

Cioè la stra-grande maggioranza delle Associazioni no profit italiane… 

Sfatiamo un mito: oltre alla tutela costituzionale della libertà di associazione, garantita dagli articoli 2 e 18 della Costituzione, rimangono in vigore gli articoli del libro primo, titolo II, del codice civile, che regolano la materia delle associazioni e delle fondazioni. Quindi le Associazioni No profit generiche potranno continuare ad esistere… ma con diverse regole fiscali.

Da quello che sembra al momento le regole fiscali saranno così penalizzanti per le associazioni No profit generiche da portare alla chiusura di moltissime esperienze associative di questo tipo.

Le Associazioni No profit generiche quindi devono anche loro valutare se rimanere come sono o trasformarsi in ETS.

Come vedi quindi, qualunque sia la tipologia della tua associazione, è fondamentale per te capire se e come la Riforma potrebbe impattare su come lavori oggi, per capire cosa ti conviene di più fare in futuro.

Purtroppo non esiste un consiglio che va bene per tutti.

Scegliere se diventare un ETS o meno dipende dalle caratteristiche specifiche della tua associazione.

Cosa fare quindi?

Qui bisogna distinguere:

Le attuali APS, ONLUS e OdV devono decidere cosa fare in tempi brevi.  Il 2 agosto è dietro l’angolo, quindi è necessario attivarsi subito per capire cosa conviene fare.

Questo significa fare una analisi accurata delle proprie attività, delle fonti di entrate dell’associazione, dei vantaggi oggi goduti e capire cosa conviene fare in futuro.

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Per le altre associazioni, in particolare le No Profit generiche (che ricordo sono oltre la metà delle associazioni italiane) bisogna innanzitutto capire che le regole che ci sono state fino ad oggi non varranno più in futuro, e che sarà molto più difficile mantenere in vita la tua associazione gestendola come fai oggi.

Per questo è bene capire fin da subito cosa sta cambiando, per cercare di non farsi travolgere da questa Riforma.

É incredibile quanto ancora poco si sappia dei cambiamenti in atto. É incredibile quanti presidenti di associazione stiano sottovalutando gli effetti nefasti che la Riforma può avere sulle associazioni italiane.

É importante quindi CAPIRE come le cosa cambieranno per non farsi cogliere impreparati.

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